06/06/2018
Addio al Diesel dal 2020?

Le sempre più stringenti normative in tema di emissioni stanno minando il futuro del diesel. Se, da un lato, questo tipo di alimentazione consente notevoli risparmi agli automobilisti che percorrono migliaia di chilometri l’anno, dall’altro il motore diesel viene visto come un elemento particolarmente inquinante.

Con l’introduzione delle nuove norme europee RDE (Real Driving Emissions) è stata introdotta una stretta che mira ad un sostanziale blocco per le auto diesel dal 2020. Secondo queste normative, infatti, dallo scarico di queste vetture, e di quelle alimentate a benzina a iniezione diretta, non dovrà uscire più il particolato, uno degli elementi maggiormente dannosi per la salute.

Analogamente, le emissioni di NOx saranno misurate su strada e non potranno superare di 2,1 volte quanto certificato in laboratorio per ottenere l’omologazione Euro 6, mentre, entro gennaio 2020, questo valore verrà ulteriormente ridotto

Il futuro del è cambiato dal 2015, anno in cui è esploso lo scandalo del dieselgate negli Stati Uniti. L’EPA, l’agenzia americana per la protezione dell’ambiente, ha infatti riscontrato sui veicoli del gruppo Volkswagen la presenza di un software in grado di aggirare le normative ambientali sulle emissioni di NOx e di inquinamento da gasolio. Grazie a questo dispositivo era così possibile superare agevolmente i test sulle emissioni, mentre nelle normali condizioni di percorrenza stradale le vetture avrebbero superato fino a 40 volte il limite consentito dalla legge. Dopo questo scandalo la corsa al blocco delle auto diesel dal 2020 ha fatto proseliti in tutta Europa. Città come Parigi, infatti, hanno annunciato l’abolizione del diesel proprio dal 2020, mentre altre capitali europee, come Atene, vieteranno la circolazione delle vetture diesel dal 2025.

L’ultimo colpo di grazia alle auto equipaggiate con motori diesel è arrivato poco tempo fa dalla Germania. Il tribunale amministrativo federale di Lipsia, infatti, ha emesso una sentenza con la quale ha vietato la circolazione di questi veicoli nei centri urbani per ridurre il tasso di inquinamento, ma ha lasciato libertà ai vari municipi di applicare questa sentenza in modo graduale, negando, dall’inizio, la circolazione alle vetture più vecchie e quindi maggiormente inquinanti.

I vari costruttori, inoltre, stanno progressivamente abbandonando i motori diesel. Case come Volvo, Porsche e Toyota hanno deciso di puntare tutto sullo sviluppo di propulsori ibridi ed elettrici visti anche i costi decisamente elevati per far raggiungere ai motori a gasolio i livelli richiesti dalle varie normative.

La guerra al diesel è approdata recentemente anche nel nostro Paese. L’abolizione del diesel in Italia ha, teoricamente, una data già fissata, il 2024. La lotta ai propulsori diesel vede in Italia la maggiore esponente in Virginia Raggi. Il sindaco di Roma, infatti, in occasione del summit “C40 Women 4 Climate” a Città del Messico, ha affermato a sorpresa come la Capitale metterà al bando l’ingresso nel centro della città alle vetture diesel proprio a partire dal 2024 per abbattere concretamente i livelli di inquinamento.

Nonostante le normative che puntano verso una progressiva abolizione del diesel, il mercato italiano non sembra aver risentito di questa chiusura legislativa. Nel 2017, infatti, le nuove immatricolazioni di auto diesel nel nostro Paese sono cresciute del 3,8%

Il futuro delle auto diesel, ad ogni modo, non sembra segnato, almeno nell’immediato. Se, infatti, alcune case come Toyota hanno deciso per una sospensione istantanea della vendita delle vetture diesel in Italia, altri costruttori, come Mercedes, hanno promesso grandi investimenti per lo sviluppo della propulsione elettrica senza abbandonare il motore diesel.

Dopo tutte queste considerazioni, ci si deve quindi chiedere quale sarà il futuro dei motori diesel. Si può senza dubbio affermare come questa tipologia di motori sembra ormai orientata verso un inesorabile tramonto. I costruttori, infatti, stanno puntando molto sullo sviluppo sempre più affinato ed ecologicamente compatibile dei motori a benzina. Grazie all’adozione del turbo è possibile trovare in commercio motori di cilindrata inferiore che garantiscono una guidabilità e delle prestazioni del tutto compatibili, se non superiori, a quelle dei motori aspirati. Inoltre, quasi tutte le case stanno seguendo le strade dell’ibrido e dell’elettrico. Queste due tecnologie, già adesso presenti in commercio e con quote di mercato sempre maggiori, sono ormai delle realtà concrete che a breve sanciranno l’addio ai motori diesel.

 


FONTE: https://www.automobile.it/magazine/in-primo-piano/blocco-auto-diesel-2020-3388

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