04/03/2019
Inquinamento atmosferico

Con il 92% della popolazione mondiale che respira aria inquinata e non sicura i filtri abitacolo giocano un ruolo fondamentale nel proteggerci dagli effetti dannosi dell’inquinamento atmosferico.
Ancora prima che si abbia respirato per la prima volta, l’inquinamento atmosferico ha già avuto un impatto sulla salute. Infatti particelle di particolato sono state trovate nelle placenta delle madri.
Una volta nati, l‘inquinamento atmosferico contribuisce, negativamente, allo sviluppo di diverse patologie, tra cui ad esempio l’asma, attacchi di cuore, diabete, infarti e infertilità.
Questo è il motivo per cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che l’inquinamento atmosferico è il più grande rischio ambientale per la nostra salute. Ed è anche il motivo per cui è necessario prendere delle contro misure.

Qual è la minaccia rappresentata dall’inquinamento atmosferico? Ecco alcune utili statistiche:

  • L’inquinamento atmosferico è responsabile per oltre 5.5 milioni di morti all’anno secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, rappresentando quindi il quarto maggiore rischio globale.
  • Secondo uno studio elaborato dal governo britannico, la riduzione del PM2.5 avrebbe effetti benefici maggiori sull’aspettativa di vita rispetto agli effetti combinati di una riduzione del 100% degli incidenti stradali e del fumo passivo.
  • Il 98,5% delle particelle nell’aria sono più piccole di 1 µm, dette particelle ultra-sottili (UFP). Il corpo umano non è in grado di impedirne l’assorbimento, come invece avviene per particelle di diametro superiore.
  • Spendiamo circa i 90% del nostro tempo in spazi chiusi, di cui circa 1,5 ora al giorno all’interno di veicoli, in cui si stima che l’inquinamento sia dalle 2 alle 5 volte superiore rispetto all’esterno.

Il PM e l'influenza sul filtro abitacolo

Il PM o particolato è comunemente utilizzato per misurare il livello di inquinamento dell’aria. Il particolato è diviso in tre principali categorie sulla base del diametro delle particelle: PM10 sono particelle con un diametro inferiore a 10 µm (micrometri, mediamente lo spessore di un capello umano è 80 µm); PM2.5 sono inferiori a 2.5 µm di diametro; e PM1 sono più sottili di 1 µm.

L’aria delle nostre città è sempre più irrespirabile a causa delle elevate concentrazioni delle polveri sottili ed ultra-sottili. Uno dei principali responsabili dell’inquinamento è il traffico urbano.
I dati relativi all’inquinamento atmosferico sono poco incoraggianti: molte città italiane presentano un livello di inquinamento atmosferico da non trascurare.
Ogni italiano passa mediamente quasi un’ora e mezza al giorno in macchina, pari a 22 giornate l’anno. L’abitacolo dei veicoli può diventare un ambiente ad alto rischio per la salute dell’automobilista a causa della concentrazione delle sostanze inquinanti. All’interno delle auto può entrare di tutto: contaminanti solidi e gassosi, particelle di PM, pollini allergenici, fuliggine, microrganismi e gas ossidanti come l’ozono e se il sistema di ventilazione dell’aria abitacolo non è predisposto con una opportuna barriera filtrante, l’aria già inquinata entra in auto e vi rimane raggiungendo così un livello di inquinamento ben superiore a quelli esterni.

Come ridurre l'inquinamento nell'abitacolo:

  • Pulizia abitacolo – l’abitacolo deve essere pulito di frequente utilizzando prodotti per eliminare la polvere depositata sulla superficie dei sedili, sui tappetini, sulla plancia e sulle altri parti interne.
  • Sostituzione filtri – I filtri, in particolare quello abitacolo, vanno cambiati una volta l’anno. La presenza dei filtri riduce notevolmente l’ingresso delle particolato delle sostanze nocive nell’abitacolo. Dopo 10-15 mila chilometri i filtri diventano però inservibili e devono essere sostituiti.
  • Uso del ricircolo dell’aria – quando si presume che l’aria esterna sia più inquinata di quella presente all’interno dell’abitacolo è consigliabile usare il sistema di ricircolo. Nello specifico quando si è fermi in coda in zone ad alta densità automobilistica. Per frenare l’esposizione da soli, i passeggeri possono attivare il ricircolo dell’aria nelle auto, ma con il passare del tempo i livelli di anidride carbonica (CO2) possono aumentare fino a cinque o più volte la concentrazione esterna, quando i passeggeri espirano. Pertanto questo accorgimento non risulta definitivo.

I filtri abitacolo

I filtri abitacolo sono un componente spesso trascurato dagli automobilisti, nonostante siano importanti per la nostra salute. Non vanno confusi con i filtri dell’aria dell’auto, che si trovano all’interno di un’apposita scatola nel vano motore e hanno il compito di eliminare le polveri dannose e le particelle d’acqua dall’aria aspirata dal motore, per impedire che finiscano in quest’ultimo.

I filtri abitacolo hanno invece il compito, di proteggere il comfort e la salute dei passeggeri bloccando le particelle dell’inquinamento, i gas nocivi, batteri ed i cattivi odori, purificando l’aria che arriva all’interno della cabina del veicolo.
Esistono, fondamentalmente, tre tipi di filtri abitacolo: il filtro antipolline, il cui scopo è quello di bloccare spore, pollini, batteri, residui dei freni, muffe, nonché le sostanze nocive che provengono dal motore e dai gas di scarico; quello ai “carboni attivi” che, oltre alle caratteristiche del filtro antipolline, serve a filtrare i cattivi odori causati dall’inquinamento esterno. Infine l’ultima tipologia, che unisce le proprietà delle due precedenti categorie.

FONTE: http://www.notiziariomotoristico.com/approfondimenti/10699/inquinamento-atmosferico-siamo-al-sicuro-quando-guidiamo

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